La storia idraulica del Grande Vajont

La storia idraulica del Grande Vajont Book Cover La storia idraulica del Grande Vajont
Rivis Luigi
Storia
Momenti AICS editore
settembre 2012
17x24
96

La frana del Vajont
Alle ore 22,39 del 9 ottobre 1963 una enorme frana, staccatasi dal fianco settentrionale del monte Toc, è scivolata nel bacino del Vajont con una velocità massima compresa tra 70 e 100 km/ora ed è risalita sulla sponda destra opposta, sopra il livello della diga.
La frana, dello spessore medio di 200 m su un fronte di 1800 m, per un volume di 260 milioni di mc, aveva il punto di distacco oltre 600 m sopra la diga.
Il tempo di caduta della frana, che si è mossa compatta, è stato valutato tra 20 e 25 secondi: al momento della tragedia, l’acqua nel bacino era 22 m sotto il livello di massimo invaso.
L’ondata, prodotta dall’impatto della frana nel lago, dopo aver distrutto gli alloggiamenti del personale e le strutture ausiliarie della diga, si è divisa: una parte verso est, cioè verso la coda del lago, distruggendo delle frazioni di Erto attorno al lago; l’altra ondata, del volume di 25 – 30 milioni di mc, passata sopra la diga, si è incanalata nella forra del Vajont verso il Piave e lo ha oltrepassato, distruggendo quasi tutto l’abitato di Longarone e danneggiando altre località limitrofe.
Le vittime sono state 1910: la maggior parte (1458) nel comune di Longarone (Belluno), le altre nei comuni di Castellavazzo (Belluno) e di Erto Casso (Pordenone).



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